Lucrezia Moroni

Lucrezia Moroni

Lucrezia Moroni was born in Rome, a city to which she is very attached. After finishing high school, she enrolled in the Faculty of Letters of Sapienza where she graduated in History, Anthropology and Religions with the idea of wanting to teach. Shortly after graduating, she decided to completely change her way and with the help of her father and her family, she opened a boutique hotel in the center of Rome in her grandparents home. In the meantime she has not abandoned her passion for the countryside where she often goes to raise hens inside her father's farm and whose eggs are brought to Rome and served during breakfast in the Relais Donna Lucrezia.

Very attentive to respect for nature, her goal is to let her foreign guests know the excellence of Italian culinary tradition, therefore all the products served in her structure – cakes, pies and more – are cooked daily by her.

Lucrezia, as a young mother, has always had as a goal of her life the attempt to combine work and family at best, certain that a fully realized woman is one who has satisfactions both on the work and personal side.


Lucrezia Moroni è nata a Roma, città che ama molto. Dopo il liceo, si laurea presso la facoltà di lettere della Università La Sapienza in Storia, Antropologia e Religioni con l’idea di dedicarsi all'insegnamento. Poco dopo la laurea tuttavia cambia totalmente indirizzo e con l’aiuto del padre e della famiglia decide di aprire nella ex casa dei suoi nonni il Relais Donna Lucrezia, un boutique hotel nel centro di Roma. Coltiva però sempre anche l'antica passione per la campagna e nell’azienda agricola del padre alleva galline le cui uova vengono portate a Roma per la prima colazione del Relais Donna Lucrezia.

Molto attenta al rispetto della natura, Lucrezia ama far conoscere l’eccellenza della tradizione culinaria italiana ai suoi ospiti, per i quali cucina personalmente dolci, torte salate e non solo. Il suo impegno nel lavoro non le impedisce tuttavia di coniugare al meglio il lavoro con la famiglia e i suoi compiti di giovane madre, ritenendo che una donna si realizza pienamente se raggiunge soddisfazioni sia in campo lavorativo che in quello personale.

Lucrezia Moroni

ABSTRACT SPEACH

My family, my job and my values: a source of happiness?

I often hear people asking me: "how can you do everything and be happy?“. I have always tried to base my life on a fixed order made up of priorities, where love for God, for my husband and for my daughter comes first, and then comes everything else. Women in their professional sphere should not be conceived as opposed to the family sphere, since the latter is undoubtedly enriched with the former. I believe that professional life, whenever filled by and based on family and values, is able to reach its full meaning and to perform as its best, which barely happens when only one of such elements is present.

The main key to achieve a good balance in such a multi-layered apparently complex dimension has been, in my personal experience, an efficient time management, which should be tied to and inspired by a solid hierarchy of sound values. Indeed, in order to achieve the ability to properly devote our time, we should firstly choose our priorities and not to be forced to choose by other factors, which is so common today. Otherwise, our values – which I conceive as the pivotal element of my life – would hardly be maintained.

Put it simply, a good sense of balance, sacrifice and a good values priority are the three keywords to tie professional success with family goals, bearing in mind that everything is worth, comes at high price.


Famiglia, lavoro e valori: una fonte di felicità?

Sento spesso ripetermi la frase “ma come fai a fare tutto ed essere felice?” e mi piace rispondere che nella mia vita ho sempre cercato di avere un ordine da rispettare fatto di priorità. Come se ci fosse un ordine gerarchico dove al primo posto viene l’amore per Dio, per mio marito e per mia figlia e dopo viene l’attività lavorativa e tutto il resto. L’ambito professionale però non si deve contrapporre a quello familiare in quanto questo si arricchisce con la vita professionale e, a sua volta, la vita professionale, in base alla prospettiva familiare, si colma di significato e di slancio.

Tutto dipende da noi stessi e da quando impegno mettiamo nel realizzare qualcosa perché quando si tiene alla propria famiglia e al proprio lavoro, si trova un modo (anche se faticoso) per far viaggiare le due cose di pari passo e si impara a gestire il tempo, cosa molto complessa. Il tempo da dedicare ad ogni cosa deve essere un tempo di qualità oltre che di quantità.

Quello che penso è che in sostanza, più che di conciliare, si tratta di integrare le diverse attività di ogni giornata, o almeno, farne il tentativo tutti i giorni lasciando alle spalle la pigrizia.

Equilibrio e sacrificio sono per me due parole chiavi e il proverbio che sempre tengo a mente è: “Ciò che vale costa”.